Archivio Allergo Kì

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Il maquillage della ristorazione intervenuto di recente e uno sviluppo dell'attenzione per il dettaglio dell'offerta nei menù ha modificato il “mangiare fuori” ripresentantandolo non più solo come momento del tempo libero, e ovviamente di soddisfazione di bisogni alimentari, ma come forma di esperienza e di intrattenimento.
Gli ingredienti, l'ambiente, la mise en plait combinati insieme a diversi altri fattori costituiscono una rete di simboli, materia (edibile o meno) e relazioni che si presentano come un sistema che funziona bene, che ci soddisfa, ma che siamo in realtà noi a soddisfare.
Se la quantità dei prodotti nelle porzioni è considerevolmente diminuita, spesso è la forma o combinazioni estreme a catturare l'attenzione a scapito della qualità e del gusto.
Vale a dire che spesso siamo in presenza di una innovazione nelle forme, nell'ambiente, nei modi di presentare i piatti, a scapito invece di una rivoluzione che includa l'attenzione alle esigenze proprie del pluralismo degli avventori e a misure semplici, ma necessarie nel confrontarsi oggi con culture, credenze, esigenze personali che vengono escluse a priori nella costruzione dell'identità professionale e nella somministrazione dei prodotti culinari.


Il primo aspetto peculiare del progetto Allergo Kì consiste nel presentare il tema delle allergie nel contesto della ristorazione non come problema, ma come soluzione.

Allo scenario del problema vissuto come temporaneo incidente derivato dall'esigenza eccezionale della persona portatrice di allergie Allergo Kì fa subentrare una filosofia incentrata sulla possibilità e sull'inclusione di clienti con esigenze prima non contemplate.

L'esperienza per chi è sensibile a determinati alimenti va progettata e inclusa nei punti di ristorazione anche per favorire la vita sociale di cittadini con allergie.


In gioco ci sono categorie come inclusione/esclusione, trasformando il tema delle allergie in un problema di diritti alimentari.

Altro tema fondamentale è quello dell'identità, in quanto avere allergie non può essere considerato qualcosa di non inerente il proprio vivere quotidiano, di relazionale, di proprio della persona.
La soluzione che propone Allergo Kì si dispiega nella materialità dei dettagli fisici di come vivere l'esperienza tanto per il cliente che per l'esercente, cameriere, cuoco, etc..
Tutto ciò porta a riconfigurare l'esperienza supplendo la carenza del servizio integrandola con il disco che presenta una rappresentazione il più possibile completa e complessa nella classificazione e simboli ad hoc delle allergie.


Dott. Federico Monaco - Demo-etno-antopologo presso Università Parma